Le corrispondenze di Mila

 

 

 

Mila , nome di battaglia di un giovane tibetano , ha iniziato ad inviarci le sue corrispondenze il 12 Marzo.
Con mezzi di fortuna e a rischio della vita ha cercato di informarci ogni giorno sugli sviluppi di quella che lui sin dall’inizio aveva ben compreso essere non l’ennesima rivolta ,destinata ad esaurirsi nel giro di pochi giorni, ma una vera e propria rivoluzione.
La determinazione dei tibetani ,decisi ad opporsi con ogni mezzo alla “soluzione finale” pianificata dal regime,l’estendersi dei moti alle regioni orientali e la grande partecipazione popolare lo hanno convinto a seguire giorno dopo giorno gli sviluppi dell’insurrezione.
Confidava ovviamente anche nel fatto che ,per il nostro tramite, i  media occidentali avrebbero ripreso le sue corrispondenze  e la gente avrebbe così potuto sapere quello che realmente accadeva in Tibet.
Purtroppo i nostri organi di “informazione” si sono guardati bene dal riferire le sue cronache ed hanno invece preferito dare risalto alle sciocchezze scritte da improvvisati tibetologi  o alle provocazioni di chi ha cercato di criminalizzare i patrioti tibetani.
Ma Mila non avrebbe mai immaginato che anche molti“amici del Tibet” non avrebbero dato alle sue corrispondenze il minimo spazio.
Fatto apparentemente inspiegabile per chi non conosce la variegata “corte dei miracoli” che da sempre gravita attorno al XIV Dalai Lama.
Una folta schiera che va dai teorici del “karma collettivo” ,che giustificano la loro ignavia con le “colpe” accumulate nei secoli dal popolo tibetano”,ai fiancheggiatori del Partito Comunista Cinese che cercano di impedire che il mondo sappia quali sono le vere istanze dei tibetani.
Poi da  quando l’unità di crisi costituita dal Governo Tibetano in Esilio ha deciso che “in Tibet non ci sono più proteste” nessuno ha più voluto riportare le cronache di Mila per non turbare “il clima costruttivo” che si stava  instaurando con i boia di Pechino.
Francamente non sappiamo dove Mila si trovi oggi ma sappiamo quali rischi continua a correre ogni volta che cerca di inviarci i suoi dispacci.
Di un suo connazionale ,che è stato arrestato nei giorni scorsi a Tawu per aver passato “delle informazioni”ad un periodico di Hong Kong ,non si hanno più notizie.
Possiamo solo augurarci che non faccia la stessa fine e continui a parlarci della lunga marcia dei tibetani verso la libertà.

Claudio Tecchio

Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano

 

 

 

 

 

 

 

 

Le prime corrispondenze dai territori occupati

 

12 Marzo

 

Tibet,monaci sotto assedio

 

La polizia comunista circonda da ieri tutti i più importanti monasteri .
I gerarchi temono nuove manifestazioni .
Quella di ieri è stata la più grande mobilitazione della popolazione tibetana negli ultimi vent’anni, particolarmente significativa perché avvenuta nell’anniversario della rivolta del 1959.
Secondo le testimonianze di alcuni monaci del monastero di Drepung i militari hanno sparato vari colpi d’arma da fuoco.
Anche se non è ancora possibile accertare il numero dei feriti possiamo affermare con certezza che almeno ottanta monaci mancano all’appello.

 

Mila

corrispondente di Dossier Tibet dai Territori Occupati

 

14 Marzo

 

Lhasa : almeno una decina di feriti

 

Sono almeno una decina le persone rimaste ferite negli scontri avvenuti stamane nella capitale tibetana.
”Ci sono alcuni pazienti, almeno una decina, che stanno ricevendo le cure dei dottori. Tra di loro alcuni sono stati ricoverati. Hanno subito ferite superficiali”, ha spiegato una fonte medica.
Un’infermiera ci ha detto di aver ricevuto ordine dal governo di non fornire alcun dettaglio sui feriti.

 

 

ULTIMA ORA : Lhasa  11 P.M

 

Devo purtroppo comunicarvi che i manifestanti uccisi dalla polizia comunista sono oltre 100.
Gli ospedali sono pieni di feriti e molti non hanno voluto fare ricorso alle cure mediche per non essere arrestati dalla polizia politica che staziona in permanenza agli accessi.
In molte località i tibetani si preparano allo scontro con i reparti speciali nelle cui fila si registrano le prime diserzioni.
Molti funzionari “collaborazionisti”si stanno per unire ai rivoltosi ed in alcuni villaggi sono già passati dalla parte degli insorti.

 

15 Marzo

 

Lhasa : 6 A.M

 

 

Il governo collaborazionista ha dovuto ammettere che ci sono stati dei morti ma li ha attribuiti alla “violenza dei teppisti  istigati dalla cricca del Dalai Lama”.
La radio e la televisione diffondo appelli del partito comunista che invita i rivoltosi ad arrendersi .
I tibetani che si sono ribellati vengono definiti “criminali” e se non si arrenderanno entro 48 ore andranno incontro a “gravi punizioni”. I funzionari del partito offrono premi in denaro a spie e delatori.

 

 

Lhasa : 11 P.M.

 

A Lhasa ci sono ancora sacche di resistenza.
In molti edifici del centro storico ci sono centinaia di giovani armati di catene,armi da taglio e molotov pronti a reagire al  rastrellamento in corso da stamane.
L’unica cosa certa è che non si arrenderanno vivi alla polizia comunista.
Giungono infatti notizie terrificanti dagli ospedali e dalle carceri dove tutti i prigionieri vengono sottoposti a tortura affinché rivelino i nomi dei “capi controrivoluzionari e delle spie occidentali”.
Oggi a Labrang la polizia ed i reparti speciali hanno aperto il fuoco sulla folla.
Testimoni oculari riferiscono di aver visto i cadaveri di 6 monaci.
In tutta la regione dell’Amdo si registrano manifestazioni e scontri con i militari.
Domani ci saranno molte manifestazioni anche nel Kham.
Spero di potervi fornire qualche notizia più precisa nella notte.

 

16 Marzo

 

Tibet : 10 A.M. – Insurrezione !

 

Si estende e si generalizza la rivolta anticomunista in Tibet.
Nelle ultime ore si moltiplicano le manifestazioni e gli scontri nell’Amdo e nel Kham.
Giungono notizie di nuovi massacri ma anche delle prime defezioni tra i collaborazionisti.
I giovani tibetani,sia laici che religiosi, si sono posti alla testa della rivolta rivendicando l’indipendenza del Tibet e chiedendo alla comunità internazionale di boicottare i giochi di Pechino.
L’esercito ha fatto uscire dalle caserme blindati e carri armati che al momento stazionano sulle principali arterie in attesa di essere indirizzati verso i numerosi focolai di rivolta.
Testimoni oculari segnalano voli di ricognizione dell’aviazione cinese su alture dove nelle ultime ore sono insorti alcuni villaggi.

 

 

Insurrezione in Tibet : 1 P.M.

 

 

Ultimo aggiornamento


- Lanzhou : 500 studenti dell’università di Lanzhou City hanno inscenato una manifestazione distribuendo volantini che invitano la popolazione alla ribellione contro l’occupazione cinese.


-Machu County  : Migliaia di rivoltosi hanno inscenato una manifestazione .Al grido di “Tibet indipendente “si sono scontrati a mani nude con i militari dando fuoco alle auto della polizia- Nyulra : Oggi centinaia di manifestanti hanno assaltato la sede del governo comunista a Nyulra.
Dopo aver ammainato la bandiera della Repubblica Popolare Cinese hanno issato il vessillo tibetano inneggiando all’indipendenza.

-Rong Gonchen Monastery : circa 300 monaci si sono diretti verso la sede del governo locale e sono stati subito raggiunti da migliaia di persone.La polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i rivoltosi.

- Ngaba Kirti Monastery : migliaia di persone hanno manifestato  a Ngaba.Sono subito intervenuti i militari che hanno sparato sulla folla uccidendo almeno otto tibetani.Ma testimoni oculari hanno riferito che sulle strade vi erano immobili i corpi di almeno 37 persone.

 

 

 

17 Marzo

 

Tibet : 5 A.M.

 

Mi hanno riferito che ad Aba decine di veicoli militari sono giunti in città dopo gli scontri nel corso dei quali la folla ha lanciato bombe incendiarie contro la locale stazione di polizia .

A  Machu, nella provincia del  Gansu, un corteo formato da oltre 500 persone che innalzavano ritratti del Dalai Lama ha attraversato il centro cittadino.

Al grido di “Tibet Indipendente” si sono diretti verso la sede del governo locale incendiando negozi e uffici cinesi.

 

 

NB  tutte le corrispondenze sono sul sito www.dossiertibet.it e verranno raccolte ,con le immagini della rivolta,nel volume “Tibet in fiamme,cronaca di una rivoluzione” di prossima pubblicazione.Per Info : operatori.usr.piemonte@cisl.it

Pubblicato on settembre 8, 2008 at 6:36 pm  Lascia un commento  

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